Incentivi auto: la Germania punta sull'elettrico

Auto elettriche al via gli incentivi fino a 4 mila euro in Germania

Incentivi auto: la Germania taglia l’Iva al 16%

Dopo la Francia anche il governo di Berlino ha varato il suo piano per rilanciare l’industria dell’auto nel dopo pandemia. Puntando con decisione sulle auto elettriche e sulle ibride plug-in. Il bonus per le macchine che costano non più di 40 mila euro sale da 3 a 6 mila euro e l’Iva cala di 3 punti, dal 19 al 16% (solo fino a fine anno). Tanto per dare un’idea: su una macchina da 30 mila euro, il taglio dell’Iva vale 900 euro. Per le auto tradizionali non c’è l’incentivo chiesto a gran voce dall’associazione dei costruttori, la potente VDA, ma solo il taglio di tre punti dell’Iva, allo stesso livello delle auto elettriche.

Restano fuori, quindi, tutte le Tesla, mentre la Volkswagen può fruire del bonus per le versioni prevedibilmente più richieste della nuova ID.3, in vendita dal 17 giugno. Non a caso la decisione del governo è stata presentata dalla Reuters con un dispaccio dal titolo “German auto stimulus to boost VW’s electric push”. Ovvero: “Lo stimolo della Germania per rafforzare la spinta all’elettrico della Volkswagen”.


E ora che deciderà il nostro governo?

A questo punto ci si chiede che cosa farà l’Italia sugli incentivi auto, visto che dopo Germania e Francia siamo il terzo mercato in Europa. Si sa che, per far ripartire un’economia, un incentivo per l’acquisto dell’auto è la misura con l’effetto più rilevante e immediato. E le vendite di maggio e di questi primissimi giorni di giugno sono azzoppate anche dal clima d’attesa che si respira tra i consumatori per un eventuale bonus generalizzato in arrivo. Le indagine svolte da due tra i maggiori portali di vendite on-line, Subito.it e Autoscout24.it, hanno dimostrato che circa il 70% degli automobilisti si aspetta l’ecobonus. Che cosa deciderà il governo? Da una parte c’è la complessità del rapporto con FCA, dopo le ultime polemiche sulla garanzia statale sul prestito da 6,3 miliardi concesso da Banca Intesa. Dall’altra c’è la necessità di spingere un Pil crollato negli ultimi mesi, senza però tradire la politica di aiuti legata a livelli di emissioni bassissimi o nulli.


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