La Peugeot e-208 all’esame di un esperto

Appassionatissimo di motori e autore di numerosi libri e articoli sul mondo delle quattro ruote. La sua passione sono Porsche e Lamborghini, ma la curiosità per l’avvento dell’auto elettrica lo ha indotto prima ad acquistare una Citroen C-Zero. Per poi passare a un modello un po’ più confortevole e con maggiore autonomia.

Ho preferito noleggiare la Peugeot e-208

Decido dunque di acquistare un’auto elettrica un pochino più evoluta rispetto alla C-Zero. Niente di esagerato, certo, ma avrei gradito ad esempio la BMW i3, perché stimo questa straordinaria Casa bavarese . Ma la i3 è già da un po’ in tempo in commercio e aspetto  una nuova versione aggiornata. Mercedes non fa auto elettriche di questa categoria; mi sono sempre rifiutato di salire su una Smart. Non mi piacciono le auto coreane. E l’industria nazionale come al solito brilla per la sua cospicua assenza da questo settore. Dunque scelgo un’alternativa francese, per una volta.

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La nuova Peugeot 208 elettrica mi è subito sembrata ben strutturata  un buon progetto complessivo, costruita in maniera qualitativamente  convincente. E con le caratteristiche sia come prestazioni sia  come autonomia adatte a quello che sto cercando. Pertanto procedo all’acquisto con la formula del noleggio, in maniera da non rimanere eccessivamente penalizzato dall’avanzamento tecnologico futuro, che  sarà piuttosto rapido. E, quindi, dovrò cambiare la vettura nel giro di un paio d’anni. Aspetto qualche mese per la consegna e finalmente arriva la mia e-208.

Ben costruita e rifinita, solo la navigazione…

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Prima di decidere a questo acquisto avevo naturalmente provato su strada la 208 elettrica, trovandola ben costruita e rifinita, con un interno molto confortevole. E con una strumentazione molto buona per quanto riguarda la parte navigazione, molto meno per quanto riguarda il pannello principale dietro al volante. L’idea, ampiamente pubblicizzata a livello di marketing, di mettere la strumentazione al di sopra della corona del volante è stata realizzata in maniera approssimativa. La strumentazione non è collocata abbastanza in alto e se si vuole che il volante non la copra si è costretti a tenerlo  semplicemente troppo basso. Rammento , non senza qualche nostalgia, la Porsche 928 che già nel 1978 aveva volante e strumentazione collegati. In maniera tale che comunque si alzasse o si abbassasse il volante, il pannello degli strumenti lo seguiva e quindi non veniva mai coperto… già, ma era una Porsche.

La Peugeot dovrebbe risistemare l’app

Peccato che l’infotainment della 208 sia piuttosto insoddisfacente, molto vistoso, ma ergonomicamente poco efficace. A prima vista è accattivante, ma fin troppo complesso, con comandi vocali poco ricettivi. E soprattutto con la sezione telefono (quella che dovrebbe essere più facile e intuitiva per ovvie ragioni di sicurezza) decisamente dispersiva. Poi con un prezzo di listino per la 208 motore elettrico 136 CV 5p. GT Line di ben 36.600 euro…nemmeno una luce nel cassettino porta-guanti? Suvvia...
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Sempre parlando del sistema di infotainment interno, la e-208 si presenta inizialmente molto bene, ma nel medio termine riesce a essere irritante . Ad esempio il continuo e persistente non funzionamento della app ‘MyPeugeot’ con la quale, secondo il costruttore, si dovrebbe poter controllare dallo smartphone la carica della batteria della vettura. E  predisporne il riscaldamento o il condizionamento prima di entrarvi. All’atto pratico non funziona e spedisce in continuazione all’utente avvisi quasi minacciosi, dicendogli che “il servizio è stato disconnesso“. Da chi é è stato disconnesso? Perché mi mandate questi avvisi se non me lo avete mai nemmeno attivato e io non ho mai potuto utilizzarlo? Insomma, un’app sostanzialmente inutilizzabile, come dimostrano anche i  vari forum elettrici.

Quei riflessi fastidiosi dalla cornice di metallo

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Più grave, dal punto di vista del puro e semplice disegno tecnico, è il fastidio dovuto ai forti riflessi dati cornice di metallo cromato inserita, per esclusivi ed ovvi quanto discutibili scopi estetici, alla base del grande schermo centrale della plancia. Questa lamina metallica, quando il sole batte dall’alto, abbaglia il pilota riflettendo  dei riflessi fortissimi. Io ho dovuto  mettere una striscia di materiale adesivo nero opaco  coprendo  questo profilo metallico per ridurre il fastidioso abbagliamento.e-208 6jpg

Certo, ci sono anche opzional funzionanti; nell’epoca della connessione continua, anche se la app dedicata MyPeugeot non funziona, almeno abbiamo due prese USB e la comoda possibilità di ricarica dei telefoni. Anche se è una possibilità da chiedere a parte, è interessante sapere che c’è.

Promosse l’autonomia e le dotazioni di bordo

Per il resto, tutto è  secondo le mie necessità. L’autonomia reale è di circa 240-260 km, soddisfa le mie esigenze di range, con un consumo medio nell’utilizzo misto città/autostrada di circa 18 kWh/100Km. Vi è un'ottima dotazione di bordo soprattutto nella versione GT Line che  ho scelto e l’estetica complessiva è piacevole . Non mi sono sorpreso quando i colleghi giornalisti internazionali hanno assegnato alla Peugeot 208, nel complessivo delle sue versioni, il titolo di ‘Auto dell’Anno’ (COTY) 2020.e-208 7jpg

Naturalmente non è possibile  caricare le batterie della e-208 (45 kW) con lo stesso sistema adottato prima per quelle della piccola Citroën C-Zero, cioè con il solo caricabatterie a bassa potenza di serie. Diventa necessario trovare un Wall Box, cioè un apparato di ricarica dedicato a questo servizio. E con potenze diverse a seconda della velocità disponibile e da ciò che si desidera. Ben sapendo che non avrei mai potuto installare in garage una vera e propria colonnina di ricarica ad alta potenza, ho comunque fatto due conti. E dopo aver fatto le doverose indagini con i tecnici del settore, ho pensato che un Wall Box da circa 7,4 KW fosse la soluzione ideale per ricaricare la e-208. Anche nel caso arrivassi a casa con la batteria piuttosto bassa, è necessaria una nottata in fascia F3.


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